Il Massaggio Decontratturante è un trattamento terapeutico per la cura delle contratture muscolari.

Le contratture muscolari sono delle contrazioni involontarie, insistenti e dolorose di uno o più muscoli scheletrici. Il muscolo coinvolto si presenta rigido e al tatto è facilmente identificabile la zona dolorosa

Il Massaggio Decontratturante è generalmente localizzato ad una specifica parte del corpo: zona lombare, spalle e tratto dorsale, arti inferiori.

Oltre che dallo sforzo intenso per lavoro o sport, le contratture muscolari possono avere origine da forti situazioni di stress o atteggiamenti posturali sbagliati e ripetuti negli anni.

La funzione del Massaggio Decontratturante è quella di cercare di lavorare sui piani muscolari profondi per allungare e distendere il muscolo cercando di riportarlo al suo tono normale, sciogliendo e riscaldando la zona e i gruppi muscolari adiacenti.

Già dopo un solo trattamento è possibile apprezzare un miglioramento della condizioni fisica, con la diminuzione del dolore e una ritrovata mobilità articolare. E’ consigliabile ripetere uno o due trattamenti a distanza di una settimana.

ll mal di schiena, spesso è la conseguenza di cause multiple, talvolta unite tra loro: può dipendere da una postura scorretta tenuta per un tempo prolungato, da un’eccessiva tensione dei muscoli dovuta a stress psicofisico o spesso è un problema legato alle conseguenze del sovrappeso e della sedentarietà. Altri effetti sono imputabili al freddo, all’umidità, agli strappi muscolari, agli sforzi eccessivi. A volte nasce da un movimento brusco di torsione per salire e scendere dall’auto o per prendere un peso che non è di fronte a noi.

A generare il mal di schiena c’è poi la degenerazione e la fuoriuscita del disco intervertebrale, che funziona come un ammortizzatore naturale e impedisce alle vertebre di entrare tra loro in frizione. Il dolore di solito si localizza al basso dorso, tra i bordi dell’arcata costale e i limiti dei muscoli glutei.

Il dolore è il primo sintomo, che si manifesta come una fitta acuta, continua o periodica, che si irradia generalmente verso il gluteo e da questo a volte fino al ginocchio. Il dolore dipende da una stimolazione del nervo sciatico o fermorale e spesso è associato a un’importante contrattura riflessa della muscolatura paravertebrale, che a sua volta è responsabile di un “blocco” che immobilizza il tratto lombare della colonna.

La massoterapia specifica per il tratto lombare è un insieme di diverse manovre per poter lenire dolori muscolari o articolari della schiena e del tratto lombare e arti inferiori, allentare tensioni e affaticamento muscolare.

Il dolore lombare, con la conseguente irradiazione lungo il decorso dei nervi, sciatico o femorale, proviene anche dalla colonna vertebrale per cui il massaggio comprenderà il trattamento completo della schiena, di tutti i muscoli glutei e degli arti inferiori. Con la massoterapia lombare è possibile dare un certo sollievo già al termine del primo trattamento al quale uniremo qualche esercizio di stretching da imparare a ripetere a casa e in una successiva seduta.

La cervicalgia si configura come un dolore localizzato in corrispondenza del collo, che spesso si irradia verso braccia e spalle ma anche fino alla fronte e agli occhi.

La cervicale causa problemi alla vista, formicolii e intorpidimento, rigidità del collo e vertigini. Il disturbo è solitamente causato tensioni muscolari che si apprezzano alla palpazione sotto forma di “noduli” o “corde” ma anche da un alterato assetto meccanico della regione cervicale, spesso dovuto a colpi di freddo, movimenti bruschi, postura inadeguata, stress esagerato e prolungato.

La massoterapia cervicale non si concentra solo direttamente sul muscolo interessato dal dolore. Valuta invece l’interessamento dell’intera area funzionale quindi tutti i muscoli della alta schiena come il trapezio, e tratta quest’ultima mediante diverse tecniche fisioterapiche. Si interviene dunque su tutti i muscoli adiacenti al tratto cervicale, operando stiramenti, manipolazioni profonde e allungamenti in modo da facilitare il loro allineamento anatomico.

Si continuerà poi su tutti i muscoli cervicali e a seguito un trattamento completo di detensionamento di tutti i muscoli del cranio

Al termine già del primo trattamento sarà apprezzabile la migliorata mobilità del collo, delle spalle e un attenuazione del dolore alla testa.

La tecnica si è sviluppata in Thailandia con importanti influssi dalla medicina tradizionale cinese. Per secoli il massaggio thailandese è stato utilizzato dai monaci come una vera e propria terapia medica.

Il massaggio thailandese è più energico di altre forme più classiche di massaggio. È chiamato anche Thai Yoga perché si usano mani, ginocchia, gambe e piedi per far assumere al cliente specifiche posizioni.

Durante il trattamento vengono usate tecniche di compressione muscolare, mobilizzazione articolare e digitopressione, dando vita a un massaggio che risulta sia rilassante che energizzante.

 

Come avviene la seduta?

Il massaggio thailandese, è eseguito a terra su un comodo Futon. Non viene applicato olio e si rimane vestiti con comodi pantaloni larghi e una t-shirt in modo che il corpo possa muoversi facilmente. Pantaloni e t-shirt sono forniti dallo studio.

Alcune pressioni possono generare dolore, ma la pressione può essere modulata da una più morbida a una più energica per cui troveremo quella che più si adatta al vostro sentire. Le varie posizioni andranno a lavorare sulle diverse linee d’energia del corpo, in questo modo, si ripristina il flusso d’energia in tutto l’organismo, dalla testa ai piedi.

Mentre altre forme di massaggio, ad esempio quello svedese, si concentrano sull’impastamento muscolare, quello thailandese combina aspetti puramente fisici con altri energetici: è questo che lo rende unico nel suo genere.

Quando stiamo in piedi, la nostra postura e tante altre funzioni dell’apparato muscolare dipendono direttamente dal modo in cui usiamo i piedi, da come distribuiamo il nostro peso. E’ così che i nostri piedi sono un espressione della nostra postura e del nostro modo di muoverci.

Attraverso un trattamento Riflessologico è possibile intervenire sui processi interni del corpo operando sulla sua periferia e in modo del tutto innocuo. Ecco perché il massaggio zonale del piede è diventato una delle Terapie “dolci” più praticate.

La Riflessologia offre la possibilità di raggiungere uno stato di profondo rilassamento, maggiore di quello che si ottiene con altre tecniche basate sul contatto e sul tocco. Usata correttamente, questa tecnica permette di diventare maggiormente ricettivi, di accettare il dolore senza combatterlo, di dormire meglio, di concentrarsi e di caricarsi di energia di cui si è carenti.

Pur essendo giustamente catalogata tra i trattamenti terapeutici, il suo approccio è olistico, prende cioè in considerazione l’essere umano nella sua totalità: ogni disturbo viene collegato allo stato generale della persona e in questo senso trattato.

All’inizio la terapia zonale si rivolse soprattutto alle articolazioni specialmente di mani e piedi: le pressioni su queste zone da 30 secondi a 1 minuti ottenevano una riduzione immediata del dolore.

Pur essendo stata usata in una qualche forma migliaia d’anni fa dagli Sciamani e soprattutto in Estremo Oriente, la tecnica oggi chiamata Riflessologia deve le sue origini a un otorinolaringoiatra americano, William H. Fitzgerald che intorno al 1916 la sviluppò in un sistema indipendente che chiamo “terapia (o massaggio) zonale”

La terapia zonale tiene conto dell’esistenza di polarità complementari nel corpo umano. Mette in relazione le diverse sezioni del corpo, che separa mediante linee divisorie verticali. Vi sono dieci sezioni uguali nel corpo che vanno dalla testa alle dita dei piedi e dalla testa alle dita delle mani. La suddivisione in dieci è dovuta al numero delle dita.

Le zone che risalgono dai piedi (cinque per parte) verso l’alto si incontrano nella regione pelvica e formano dieci sezioni che risalgono fino alla testa.

Le zone che risalgono dalle mani si incontrano nella regione del collo, dove intersecano anche le linee che risalgono dai piedi per raggiungere tutte insieme la testa.

Ciascun alluce è in relazione con una zona specifica (la quinta parte della metà della testa dal lato corrispondente) e con una sezione completa; lo stesso vale per le altre quattro dita di ciascun piede. Tale relazione è tridimensionale, include cioè l’interno del corpo, dalla sua parte anteriore a quella posteriore.

Pertanto i punti riflessi delle diverse zone vanno cercati sia davanti sia dietro, tanto in alto quanto in basso.

Oltre che della suddivisione verticale, la terapia zonale si serve anche di una orizzontale.

Il corpo risulta così suddiviso in quattro parti: la zona Spalle-Collo-Testa; quella dei Polmoni, compresa tra le spalle e il diaframma; quella compresa tra il Diaframma e il Bacino; la Pelvi e gli Arti Inferiori.

Nato come tecnica rivolta alla terapia dell’edema, il Drenaggio Linfatico Manuale (DLM) ha trovato la sua utilizzazione principale nella riabilitazione e nel trattamento del linfedema, sia esso secondario a intervento chirurgico sia primitivo o congenito.

Con l’esperienza si è potuto verificare che vi sono indicazioni al suo impiego anche come valido supporto all’interno di un percorso ortopedico-riabilitativo in virtù della sua spiccata azione antiedematosa e antiflogistica.

L’aumentato deflusso linfatico permette una migliore vascolarizzazione della zona interessata ed è per questo che il DLM trova indicazione anche nel trattamento di alcune patologie: quelle dell’apparato locomotore, delle cicatrici chirurgiche, le patologie del cavo orale e le emicranie.

I benefici effetti del DLM sono molteplici e ad oggi non tutte le sue potenzialità sono state scoperte e sfruttate.

Potremmo citare:

  1. L’effetto antiedematoso è il più conosciuto ed eclatante. Il massaggio drenante favorisce, infatti, la circolazione linfatica, aumentandone la velocità di scorrimento, permettendo in questo modo la riduzione dell’edema, sia linfatico, sia di altra origine (edemi del periodo premestruale, edemi della gravidanza, edemi da stasi post interventi, edemi alle mani o al viso)Gli edemi post intervento di chirurgia plastica ed estetica (per questi l’ideale sarebbe eseguire i trattamenti sia prima che dopo l’intervento) e gli edemi allergici e post-traumatici (distorsione o rimozione di apparecchio gessato) traggono benefici dal drenaggio linfatico.Tutto questo è da intendersi come misura coadiuvante e non sostitutiva alla terapia medica o Fisioterapica
  2. Effetto sulle difese immunitarie. Con questo tipo di massaggio vengono potenziate le difese immunitarie proprie dell’organismo; attraverso il massaggio dei linfonodi si aumenta la resistenza dell’organismo alle infezioni e pertanto trova applicazione in tutti quei casi in cui occorra migliorare l’immunità locale (acne, ferite chirurgiche, affezioni batteriche o virali delle prime vie aeree). Non va applicato però in caso di infezione in fase di acuzie perché ne favorirebbe la disseminazione.
  3. L’effetto cicatrizzante che questo metodo possiede è ben noto anche in caso di piaghe torbide, da decubito, ustioni, ulcere varicose difficilmente curabili con i comuni metodi di disinfezione. Con l’arrivo di linfa fresca giungono anche principi nutritivi, con azione ricostruttiva del tessuto.
  4. L’effetto benefico sulla microcircolazione è conseguenza del miglioramento della mobilità propria dei vasi linfatici ed una accelerazione dei processi di filtrazione-riassorbimento a livello capillare sanguigno.
  5. L’effetto rigenerante, si esplica soprattutto in campo geriatrico (con un miglioramento della nutrizione ed ossigenazione cutanea) ed in campo ortopedico (con una più rapida costituzione del callo osseo in caso di fratture composte) o in dermatologia (con la cicatrizzazione delle ragadi del capezzolo durante l’allattamento).E ancora attraverso il drenaggio linfatico manuale avviene un generale rinnovamento del liquido intercellulare o interstiziale: Alexis Carrel, proprio per questa scoperta, fu insignito del premio Nobel nel 1964, dimostrando che l’apporto continuo di linfa fresca è essenziale perché le cellule possano rigenerarsi garantendo all’organismo una vita più lunga e sana.
  6. L’azione antalgica e rilassante. I movimenti lenti e ritmati del DLM hanno un effetto sedativo e rilassante favorendo un sonno fisiologico ai soggetti stressati o particolarmente affaticati. Per il suo effetto antalgico, è particolarmente utile sulle contratture muscolari, sugli strappi o sulle distorsioni, cui si associa anche l’effetto antiedematoso.

E’ importante sapere che ci sono controindicazioni assolute al trattamento che sono:

> infezioni in fase acuta,

> tubercolosi,

> tumori maligni accertati o sospetti.

Queste condizioni precludono la possibilità di trattamento!

E’ necessaria la prescrizione del medico curante

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